«Di tutte le mie creature, tu sei quella che amo di più. Ti confesso che quando decidesti di lasciare questo posto per creare il tuo mondo e continuare ad aiutare gli uomini, la tua scelta mi rattristò. Avrei voluto che tu fossi rimasto al mio fianco. Hai rinunciato a un’esistenza serena per dedicarti a coloro che hanno permesso che tu fossi maltrattato, torturato e ucciso.» «Io ho percepito la loro bontà » rispose Toby. «Purtroppo non tutti gli esseri umani lo sono; dicono di volere solo il bene per i loro simili, ma le loro azioni contrastano con le loro parole. È una storia che si ripete da sempre. Tante persone sono state vittime, come me, della loro crudeltà . Per fortuna, non tutti credono a quanto viene detto e continuano a sognare che il mondo un giorno possa cambiare. I miei Sognatori sono spiriti liberi; loro non appoggeranno mai chi predica l’amore e non coglie il suo vero significato. Non è questo l’amore per il quale siamo nati e molti esseri umani se ne stanno rendendo conto.» Joy sorrise. «Sono fiera di te, figlio mio. Hai intrapreso una battaglia che sembrava perduta in partenza e la tua tenacia ti sta premiando. Per questo motivo ho permesso alle mie creature di tornare tra gli uomini. L’arrivo del tuo Sognatore mi ha incoraggiato a fare un altro tentativo per aiutare il mondo a guarire dall'autodistruzione portata avanti dagli Scacciasogni.» Tratto da "ERIC E IL SOMMO MAESTRO" di G.C.Intermite
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Nome: G.C. Intermite
Una Sognatrice, sicuramente, che colora il cielo con arcobaleni per se stessa e le persone che ama. Una primavera incapace di sfiorire benché sulla strada talvolta incontri persone che cerchino in tutti i modi di farla appassire. Tuttavia ne esco sempre vincitrice, perché una volta che hai scoperto il segreto della vita sai che niente e nessuno potrà mai intralciare il tuo cammino. Vivo e Amo, questo è quanto … questo è Tutto.
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Mai come in questi ultimi mesi mi è stata così chiara quale dovrebbe essere la mia strada … quale è la mia strada. Utilizzo l’indicativo perché non esiste dubbio alcuno.
Già l’anno scorso avevo avuto i primi sentori di queste mie certezze. Tuttavia ancora vivevo in quello che è il limite tipicamente ‘umano’ di dover avere a tutti i costi l’approvazione degli altri. In mancanza di tale segnale, ogni mia certezza perdeva la sua consistenza e svaniva, lasciandomi nei dubbi più assurdi e soprattutto dolorosi. La cosa più ‘disumana’ che può accadere nella vita di una persona è, infatti, quella di incontrare e avere intorno persone che si divertono a demolire quello che tu sei, seppur all’inizio magari esaltassero tali tue qualità. Incapacità di vivere e di essere felici … questa è la banale spiegazione di tali atteggiamenti. Incapacità di sognare, limite di molti uomini troppo presi dall’essere quello che la società contemporanea chiede loro di essere.
A distanza di mesi mi rendo conto di quanto io sia cambiata. Ho scoperto quella che è la strada per realizzare ogni cosa. Essere e non apparire. Vivere e non sopravvivere. La mia mente è sempre alla ricerca di nozioni da apprendere e di modi di essere per riuscire in tal senso. E in tutto questo fermento è talmente in pace con se stessa e con il mondo che la circonda da non preoccuparsi più di nulla.
Esprimo i miei pensieri e le mie convinzioni e molti mi guardano sempre con scetticismo, tanto è il mio modo di essere diverso dal loro. Alcuni cercano le stesse cose che cerco io, ma rimangono ancora ancorati che ogni cosa, per essere raggiunta, necessiti di tremendi dispendi di energia, frustrazioni e tanto, tanto sudore. Diversamente da loro, io me la prendo con molta calma, chiedo e attendo che tutto si realizzi. E così accade.
Volevo essere più forte e lo sono diventata.
Volevo essere incrollabile in questo mio ‘essere’ e nella mia ricerca di tale realizzazione e questo è accaduto.
Volevo non aver più paura dell’ignoto e dell’imprevisto e la strada che ho scelto va appunto in tale direzione. Ignota perché poco battuta a causa della convinzione comune che solo il tangibile è reale, ma tuttavia essa è più reale della realtà che percepiamo … o meglio che noi creiamo con la nostra percezione.
Sorrido con pacatezza allo scetticismo, perché ognuno è libero di scegliersi il modo più congeniale per portare avanti quella che è la propria esistenza. Non me ne faccio più un cruccio poiché l’approvazione degli altri per me non ha più alcun valore. Quando vivi la tua vita nell’amore verso la vita stessa, quello più puro e universale, e porti avanti le tue scelte nel pieno rispetto della vita altrui, non hai bisogno di altra approvazione se non della tua. La tua felicità vive di vita propria e non dell’altrui riflesso.
Tra pochi giorni mi scadrà il contratto di lavoro e il non sapere se me lo rinnoveranno o meno non mi dà alcun pensiero. E anche se le cose andassero nel modo che i più considerano peggiore, la mia visione è un’altra. Opportunità, meravigliose opportunità per quella che si sta delineando come la più bella estate della mia vita.
Alla prossima,
dreamwriter
Sono mesi che non accendo più la televisione e non leggo più i giornali. Quando vivi un periodo in cui devi far fronte a problemi di salute di persone a te vicine, ti rendi conto di quanto poco valgano le continue lamentele che sei costretta a sentire. Ci sono cose ben più importanti e gravi delle quali lamentarsi e l’unica cosa che devi fare in queste situazioni è reagire … e basta.
Mi sono resa conto di quanto le persone siano incontentabili pur disponendo di tutto.
Mi sono resa conto di quanto le persone si creino dei problemi inesistenti pur di avere un motivo per potersi lagnare.
E mi sono resa conto che non ho più voglia di sentire tutto questo.
Nel primo post di questo mio blog, il mio amico Toby mi disse che per realizzare i sogni bisogna partire dalle fondamenta. In tutti questi mesi ho messo fondamenta e piantato semi, ma alla fine ho capito che un buon costruttore, o giardiniere, deve fare tutto in modo ponderato. Ogni nostra azione è energia e questa deve essere canalizzata per un buon fine e non dispersa a vanvera.
Ho imparato a mettermi in gioco e a buttarmi nelle situazioni con l’abilità di un navigato stuntman. Le mie orecchie non si fermano alle parole e danno mandato ai miei occhi che attendono i fatti, perché solo dalle azioni puoi comprendere veramente chi hai davanti.
E da tutto questo ho compreso che la maggior parte delle persone si limita a sopravvivere e non ha nessun desiderio di imparare a vivere. Tuttavia, ognuno è artefice del suo Destino e quindi … che importa?
Eppure, io ho scoperto che tutto questo non è solo un sogno, che vivere è semplicemente facile e meraviglioso, e che quando riesci a comprendere quale sia la via che fa realizzare ogni tuo desiderio la vita può diventare assolutamente fantastica. Amore, lavoro, felicità: sono tutte cose a portata di mano …e cieco è chi ancora non l’ha capito.
Alla prossima,
dreamwriter
La consapevolezza risiede nel comprendere che ogni cambiamento è sinonimo di opportunità che mai ci saremmo sognati di avere.
Poche settimane fa ho letto sul blog di un mio caro amico un post dedicato alla crisi attuale.
Premesso che considero questo evento come progettato da tempo a tavolino, perché qualcuno si era reso conto che il sistema capitalistico era ormai alle cozze, è accaduto che i grandi della Terra, dopo aver intascato tutto quello che potevano, hanno azionato il campanello di allarme che ha investito tutto il Pianeta (tra campanelli di allarme e bottoni rossi, questi capetti si divertono un sacco!) e tutti noi siamo finiti nella cacca.
La crisi è tremenda, ne sono ben conscia, ma il fatto che ogni giorno ce la condiscano in tutte le salse, l’ha portata a diventare addirittura esasperante – attualmente se ne parla di meno perché è in voga lo show del terremoto, perché è giusto che ogni evento tragico diventi entertainment, e non sia invece vissuto, come dovrebbe essere, con una certa umana discrezione. Ma questa è un’altra storia.
Torniamo alla crisi.
Io e il mio compagno di viaggio abbiamo finito di leggere da poco un libro (sì, noi ci dilettiamo a leggerci i libri l’un l’altro, come accade di solito con i bambini, ma in fondo noi siamo genitori e bambini allo stesso tempo) che parla appunto di ciò che accade durante una crisi (di qualsiasi genere essa sia), e dove uno dei protagonisti ricorda che CRISI in cinese si scrive con due ideogrammi, PERICOLO e OPPORTUNITA’.
È nella natura umana protendere verso il primo termine. Siamo in crisi, subentra il panico, la disperazione, la rassegnazione e la perdita del senso della vita. La ragione umana vede solo quello che manca, e non ha la capacità di comprendere fin dall’inizio che esiste una seconda via.
Tutti vorremmo vivere in modo tranquillo e sereno, è un nostro sacrosanto diritto, ma nel momento in cui subentra una crisi non dobbiamo farne una tragedia. Potete pensare che sia facile parlare in questo modo quando non si viene toccati direttamente da queste cose, e qui vi sbagliate. Ho vissuto per 4 mesi con poche decine di euro sul conto corrente e facendo lavori non continuativi che mi venivamo pagati dopo anche più di un mese dal termine del contratto. So come si viva e soprattutto come ci si senta in tali situazioni, eppure ho cercato comunque un modo per uscirne e ci sono riuscita.
Nel momento della crisi bisogna darsi da fare per trovare una soluzione …e qui entra in gioco l’OPPORTUNITA’. L’opportunità di capire, forse finalmente per la prima volta, chi siamo e cosa siamo in grado di fare, l’opportunità anche di reinventarci, scoprendo potenzialità che non sapevamo di avere e di raggiungere obiettivi di maggior valore in ogni campo.
Perché il significato della crisi, alla fine, potrebbe essere quello di comprendere fino a che punto possiamo arrivare mettendoci in gioco completamente.
Non dico che ora tutto fili liscio, perché i momenti di crisi sono parte integrante della vita – quando le cose non girano come vorremmo, per essere più precisi.
E allora io e il mio piccolo ci diciamo la frase di rito, come se fosse quasi un gioco:
«Hai due scelte davanti a te. PERICOLO, ti fermi e non risolvi nulla. OPPORTUNITA’, ti metti in gioco e vedi quale porta ti si spalancherà davanti.»
Di scegliere il PERICOLO non se ne parla minimamente, perché sarebbe come ricadere negli errori del passato. E in fondo il nostro passato è solo un susseguirsi di eventi e persone che dovevano rimanere lì, proprio per effetto della crisi, sui gradini più bassi della nostra vita, per poter salire di livello.
Perché in fondo la crisi è il momento che ti porta, partendo da una mancanza, a desiderare qualcosa di migliore, desideri che possono essere piccoli oppure arrivare a toccare il cielo, scoprendo che essi sono tutti realizzabili.
Il segreto? Basta saperli formulare nel modo corretto, e ogni cosa arriva.
Non è magia … è semplicemente vita.
Alla prossima,
dreamwriter
Oggi il blog della Città di Toby compie un anno.
Per l’occasione avrei voluto donargli una nuova veste, ma dopo giorni e giorni di ricerca su tutti i siti che fanno template per Splinder, né io né Toby siamo riusciti a trovarne uno che soddisfacesse appieno i nostri gusti. Che devo dirvi, siamo persone decisamente esigenti…
E allora attenderemo nuove creazioni per cambiare il nostro look e, intanto, continuiamo a goderci questa meravigliosa compagnia.
Sì, meravigliosa, perché non potrei usare termini migliori per definire questa mio primo anno di questa mia prima esperienza del mondo virtuale.
Ho trovato un luogo dove finalmente posso dire le cose che penso, serie e facete in base alle esigenze e all’umore, esprimere i sentimenti che provo e, soprattutto, dove ho trovato persone che condividono questo mio modo di essere e di voler vivere.
Io non posso che dirvi grazie per questo fantastico anno che ho trascorso con voi. Ho conosciuto persone davvero uniche e rare che mi porterò nel cuore per molto tempo e spero anche per sempre. Amicizie con la A maiuscola, di quelle vere che da sempre si desidera avere e che non hanno nulla di meno di quelle reali. Perché le persone vere rimango tali anche in un mondo virtuale, senza necessità di abbellimenti che tanto alla fine non creeranno mai alcun valore aggiunto. E io mi reputo fortunata perché di persone vere ne ho conosciute parecchie in questo mio primo anno su Splinder.
Non so dove ci porterà questa avventura e quanto essa potrà durare, perché la vita è cambiamento e prima o poi le strade potrebbero prendere direzioni diverse. E qualunque sarà la mia strada, famosa scrittrice di bestsellers con dimora in qualche campagna irlandese/scozzese, prateria australiana o a Bora Bora, oppure a vivere in una missione sperduta in qualche paese del Terzo Mondo (che non sia l’Italia perché ho già dato
), sarete sempre accanto a me, perché le cose belle della vita te le porti in qualsiasi luogo, come fossero tesori preziosi.
Toby e io vi ringraziamo di cuore per le vostre visite, sperando di essere sempre all’altezza nel darvi un’impeccabile ospitalità.
Vi lascio (per questo post, non vi preoccupate
) con una delle foto più belle della mia nipotina, che anche se così piccola ha capito con quale espressione bisogna affacciarsi al mondo.
E come darle torto?
Con tutto il mio affetto,
Cinzia

Il dono più grande che può accaderci nella vita è quello di poter stare accanto a dei neonati e osservarli crescere.
Un pomeriggio ero a casa della mia amica e guardavo deliziata il mio nipotino acquisito mentre lei lo teneva in braccio. Ad un tratto lui ha iniziato a fissare davanti a sé un punto in alto dove non c’era nulla, sorrideva e faceva dei versi, allungando una mano in quella direzione. Lo abbiamo chiamato più volte e la sua mamma lo ha anche baciato sulla guancia, tuttavia la sua attenzione è restata ferma lì, in quel punto, come immutato è rimasto il suo sorriso.
«Non è la prima volta che lo fa» mi informa la mia amica. «Capita spesso e io mi chiedo chi stia vedendo in questi momenti. Perché sai, io sono certa che lui veda cose che i nostri occhi non possono più vedere, e cerco di immaginarlo.»
Ne ho già parlato in un mio precedente post, raccontando di mia nipote e dei suoi sorrisi nel sonno, e pure io, come la mia amica, sono più che certa dell’esistenza di un qualcosa che per noi è ormai celato. E sono felice che anche la mia amica, che a differenza di me non vive così tanto in aria, non solo si sia posta questa domanda, ma arrivi a immaginarlo.
Molto spesso dimentichiamo questa nostra grande risorsa che è l’immaginazione. È l’amica fedele che ci accompagna nei primi anni della nostra vita, poi cresciamo e quello che ci limitiamo a fare è vedere la realtà così come essa si presenta. E i musi lunghi, le lamentele, le insoddisfazioni e le frustrazioni diventano i nostri compagni di viaggio a differenza dei sorrisi che sembra decidano di venire a trovarci sporadicamente, per poi tornare da dove sono arrivati. E noi stiamo lì, in attesa che un miracolo si compia per ritornare a sorridere. Ci fermiamo a guardare la nostra vita e quel che vediamo non ci piace granché. Siamo adulti e non immaginiamo più.
Eppure l’immaginazione è il vero segreto che potrebbe aiutarci a modificarla, a renderla migliore e anche a darci quel potere necessario per realizzare i nostri sogni.
Possiamo viverla come viene oppure possiamo immaginarla come vorremmo che fosse, e già solo questo riesce, calandoci in quella dimensione, a darci quel senso di gratificazione che spesso ci manca. Tuttavia, siamo solo al primo step … dobbiamo compiere il passo successivo.
Continuiamo a immaginare che le cose inizino a girare nel modo giusto, in ogni settore, e ben presto arriva la motivazione che ci spinge verso questa direzione. Immaginiamo di essere in grado di raggiungere certe cose, e ben presto ci sforzeremo per ottenerle. E, senza che ce ne accorgiamo, eccole qui, davanti a noi.
Perché accade ciò? Semplicemente perché lo abbiamo immaginato e ci abbiamo creduto fino a renderci azione per raggiungere il nostro desiderio, che è diventato possibile. Siamo stati positivi, siamo stati propositivi, e i risultati, alla fine, sono arrivati.
Ed è solo con questo spirito che si può aspirare a veder realizzati i nostri sogni. Perché il nostro essere positivi non fa altro che convergere con le energie positive dell’universo, e ciò che faremo potrà realizzarsi con il beneficio delle congiunzioni spazio-temporali che da lì arrivano. Non semplici coincidenze, ma un vero e proprio concorso di energie: la luna nuova, la buona stella, tutto il resto, e soprattutto noi.
Il 2009 è iniziato all’insegna della gioia e dei sorrisi, della ricostruzione e del tutto è possibile. E per quanto questo inverno sia stato devastante, con il suo terribile freddo, tonnellate di neve e piogge abbondanti, nel mio cielo è rimasto costantemente a risplendere un arcobaleno. In qualunque condizione climatica e in qualunque circostanza, lui ha e continua a illuminare i miei giorni, con i suoi colori e la sua magica allegria. Ho voluto immaginarlo lì, nel mio cielo, così come ho immaginato che non era difficile ricostruire tutte le cose della mia vita che erano andate a fondo negli ultimi mesi dell’anno scorso. L’ho immaginato, mi sono data da fare e ogni cosa è arrivata, con quel valore aggiunto che in passato mancava. E immagino che io possa fare ancora meglio e questo mi sprona a continuare ad andare avanti.
Il mio arcobaleno mi accompagna ogni giorno con tutti i suoi colori, e sono anche tornata a camminarci sopra, come era accaduto tempo fa. E la primavera alle porte sarà foriera di altre opportunità: è la mia stagione, così come lo è di quelle persone che ogni giorno si rinnovano alla vita e all’amore, come un’eterna primavera. Basta possedere un cuore e un’anima.
Immaginate la vostra vita, miei adorati amici, e scoprirete dove potrete arrivare. Il valore aggiunto è anche vostro.
Alla prossima,
dreamwriter


Non ho mai creduto nell’astrologia e negli oroscopi. So solo che ci azzeccano sempre quando ti dicono che andrà tutto male e tuttavia penso che alla fine sia semplicemente da ricondurre a una sorta di suggestione: se uno ti dice che andrà male tu gli dai ascolto e le cose andranno così; più difficile invece farsi suggestionare da chi ti dirà che oggi sarà per te un giorno fantastico.
Eppure, da stamattina qualcosa è cambiato. Sarà colpa della Luna Nuova? Boh!!
Un mio collega mi ha detto: “Oggi sei diversa. Sembri felice.”
È vero, oggi sono felice. Svegliarsi di buon umore alle 5.30 di un mercoledì mattina è alquanto insolito e avere in ufficio il sorriso stampato in faccia tutto il giorno è ancora più insolito, tanto che oggi ho strappato sorrisi da ogni persona che incrociavo, anche da quelli che finora si erano tenuti sulle loro.
Sempre colpa della magica Luna? Potrei iniziare a crederci.
Non so se esistano delle spiegazioni razionali che possano chiarire l’evolversi di certe situazioni. E anche se ci fossero, sinceramente, non me ne potrebbe fregare di meno.
Ti alzi una mattina, una come tante altre, e le cose appaiono da una prospettiva diversa, senza che tu abbia fatto nulla per cambiare la loro forma e dimensione. Un nuovo significato, una nuova musica e la giornata prende il suo ritmo, tingendosi di nuovi colori.
Sarà, allora, effettivamente colpa della Luna Nuova? Sì, indubbiamente.
E quindi con un inchino ti ringrazio, amica mia!
Alla prossima,
dreamwriter
O forse la spiegazione la si può trovare qui sotto …
Ogni Luna Nuova rappresenta un nuovo inizio, questa in Pesci è la Luna del cuore, dell’empatia, della compassione. Chiediamoci quanto riusciamo a viverle, quanto permettiamo a noi stessi di sentirci una cosa sola con gli altri e con l’universo. La paura del caos può trattenerci in una prigione di piccoli dettagli, di critiche, di dubbi che creano l’illusione della separatezza, questa Luna viene a ricordarci appunto che è solo un’illusione.
Troviamo uno spazio per noi, dove poterci fermare e dove il tempo non ha più importanza, questo è il nostro spazio sacro che può aiutarci a ricollegarci alla fonte, a sentire con tutto il nostro essere che siamo una cosa sola con le stelle, con gli animali, gli uomini, le piante, i minerali. In questo luogo magico possiamo guarire le ferite dell’anima, la sensazione di separatezza che ci impedisce di fluire nella vita in perfetta armonia con il cosmo.
Tratto da http://it.wordpress.com/tag/la-luna-del-mese/

«Sembri la Sposa Cadavere» mi disse qualcuno mesi fa guardando questa foto.
Sapevo che le sue parole erano relative al fatto che fossi dimagrita troppo in quel periodo, ma ho accolto questa affermazione come un complimento.
Premesso che La Sposa Cadavere è uno dei miei film preferiti, io adoro il personaggio di Emily perché ha ancora quella vitalità e voglia di emozionarsi, di innamorarsi (vi ricordo che è morta!) che la povera Victoria, così compassata e ordinaria, non avrà mai pur essendo ancora viva.
E da uno sguardo più attento al film è possibile notare come la vitalità che caratterizza Emily sia anche quella che contraddistingue tutto il regno dei morti, con personaggi bizzarri ma allo stesso tempo euforici e multicolore a differenza del regno dei vivi, luogo asettico e cupo, contraddistinto dalle tonalità di un triste grigio, come grigi sono poi alla fine tutti i suoi personaggi.
È come se Burton volesse farci vedere come la vita, seguendo i dettami delle leggi e dogmi, diventi appunto una realtà prevalentemente grigia, diversamente da quanto accade nel regno dell’aldilà, dove tali imposizioni non hanno più alcun significato e dove tutti possono finalmente essere quello che in realtà sono.
Oppure il suo non è altro che un monito per farci comprendere che questa non sia l’unica strada da seguire, che non dobbiamo aspettare di essere morti per poter iniziare finalmente a vivere, che ogni opportunità che ci viene data deve essere colta e sfruttata e non solo in vista di quello che accadrà.
Victor si trova appunto in questa situazione privilegiata. A lui viene concesso di vedere le due facce della medaglia e ha la possibilità di scegliere se vivere liberamente, anche se in un luogo di non vivi, oppure restare legato a una vita fatta di costrizioni. Alla fine decide per la seconda e di vivere accanto a Victoria con tutte le conseguenze che tale suo gesto porterà. Forse considerando che non ne vale la pena, che tanto la vita va altrettanto bene così oppure non avendo il coraggio sufficiente per fare il famoso salto verso l’ignoto e le possibilità che esso offre.
Tutti noi possiamo esercitare il nostro libero arbitrio e decidere della nostra vita.
A chi non cerca nulla e si accontenta seguendo tutti i dogmi e le leggi imposte dalla società e dalle varie istituzioni sperando in una possibile glorificazione dopo la sua dipartita, non posso che fare i miei migliori auguri. Spero che troverete quello che qui non vi siete mai impegnati a cercare e che non vi abbiano raccontato solo un mare di castronate su quello che vi aspetterà dopo.
A chi invece, come me, continua a cercare le meraviglie nascoste della realtà, dell’anima e soprattutto del cuore va tutto il mio incoraggiamento perché comprendo perfettamente quanto sia dura questa strada da seguire, tra mille delusioni e poche ma fantastiche soddisfazioni. Io sono con voi e lo sarò per sempre.
E visto che oggi è il compleanno della sottoscritta Sposa Cadavere, il desiderio che esprimo per me è di non dimenticare mai Emily, la sua vitalità e la sua gioia di vivere, di non smettere mai di dire «Ti amo» con lo stesso entusiasmo di una adolescente innamorata e di continuare a colorare la realtà con tonalità più accese di quelle evidenti ai più, perché anche questa vita è un’opportunità che dobbiamo sfruttare in ogni sua singola goccia e non attendere di farlo quando un simpatico vermicello spunterà dal nostro lobo frontale.
E una parte di questo mio desiderio lo dedico anche a voi.
Alla prossima,
dreamwriter
Dopo l’arrivo di un neonato la cosa più bella è osservarlo crescere nel corso delle settimane successive.
Ogni volta che vado a trovare mio fratello passo la maggior parte del tempo a guardare incantata la mia nipotina che dorme nella carrozzina. Sì, perché lei è una gran dormigliona e dopo la poppata stabilita e aver curiosato un po’ in giro, ritorna nel suo mondo di sogni. Decisamente fortunati mio fratello e mia cognata ad avere una bimba che piange poco e soprattutto non di notte. E poi i suoi pianti si riducono a pochi lamenti che si acquietano dopo qualche minuto. Mia nipote è una grande!
E per quanto le sue espressioni siano buffe e tenerissime quando è sveglia, soprattutto quando sembra fissare un punto indefinito tanto che gli occhi se ne vanno in direzioni non sempre molto coordinate e mio fratello le dice ridendo “Crystal, non mandare gli occhi a quel paese uno con l’altro!”, quelle che fa durante il sonno sono decisamente le più emozionanti: corrugare la fronte, piegare la bocca con gli angoli all’ingiù come se fosse sull’orlo di un pianto per tornare subito alla tranquillità e tutta una serie di altre smorfie che sarebbero da riprendere per farne un video.
Tuttavia le espressioni più belle sono quelle che il suo viso assume quando sorride nel sonno e allora mi trovo a chiedermi che cosa stia sognando di talmente bello da far affiorare questi sorrisi tanto meravigliosi da toglierti il fiato.
Ancora i suoi occhi non riescono a vedere la realtà ma solo delle ombre. Gli stessi sorrisi li noto quando la sua mamma le accarezza il viso con un dito oppure quando sente la voce di suo padre. Ma durante il sonno …
Mi piace pensare che la mia nipotina sia in quel periodo della vita in cui il mondo racchiude tutte quelle atmosfere magiche che man mano perdi con lo sviluppo della ragione e i limiti di uno sguardo fisso su un’unica realtà.
Mi piace pensare che questo sia il momento dove le diverse realtà possibili possano ancora coesistere e che attraverso il sonno i neonati ritornino in quel mondo magico di cui l’immaginazione creativa degli uomini ha scritto pagine e pagine nel corso del tempo. E che forse queste creazioni non siano altro che reminiscenze di mondi che tutti noi da neonati abbiamo vissuto e di cui, purtroppo, non ricordiamo più nulla. Possiamo chiamarli Isolachenoncè, Paese delle Meraviglie o, nel mio caso Città di Toby, e altri ancora, ma alla fine si tratta di luoghi tutti legati alla stessa origine: un posto incantato dove tutto sia possibile, lontano dalla realtà e dove tutti ritorniamo bambini e forse in quella dimensione onirica che ci ha accompagnato nei primi mesi della nostra vita.
Se siamo fortunati una piccola parte di questo mondo magico continua ad accompagnarci nella vita adulta. Se abbiamo occhi per “vedere” la nostra stanza torna ad essere il luogo incantato della nostra infanzia, staccato dalla realtà e vicinissimo ai nostri primi sogni. Un luogo così prezioso che difficilmente raccontiamo al mondo, o almeno ci limitiamo a narrarne solo un pezzetto. Perché oltre ad essere magico è pur sempre il luogo che racchiude i nostri segreti e desideri più grandi e puri e sappiamo che solo alcune persone potrebbero comprenderlo e apprezzarlo al pari di noi.
Alcuni misteri non possono essere svelati, esattamente come quelli che racchiude il sorriso di un neonato immerso nella magia del suo sogno.
Alla prossima,
dreamwriter
